Sara: la mia Africa

Abbiamo voluto scrivere qui la testimonianza di chi è venuto con noi.

Sara                                                                                                                                    12/03/2013                                                                                                Ciao a tutti, sono Sara una studentessa iscritta al quinto anno della facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma Tor Vergata. Circa due anni fa,vagavo alla ricerca disperata di una motivazione per poter continuare i miei studi, sempre più pesanti e distanti da me. Condividendo con il mio medico di famiglia la mia voglia di mettermi in gioco, affrontando una realtà dura e ostica come quella dell’Africa, mi riferisce di una certa Laura Bracciale,una dottoressa innamorata dell’Africa,che da qualche anno si occupava di portare avanti un progetto in Tanzania. Non me lo sono fatto dire due volte, ho contattato Laura e a Febbraio 2012 sono riuscita a partire!

Sono state due settimane meravigliose!Sono partita con Laura,Walter e la signora Lucia.

Che emozione forte!Già solo atterrare in quella terra così diversa dalla nostra,così calda, così accogliente è stata un esperienza da togliere il fiato!Dopo qualche giorno in terra africana ti dimentichi dell’esistenza di un tempo e di uno spazio; non sai più cosa voglia dire l’orologio,o cosa siano i “confini”, tutto è dilatato e immenso; non ci sono limiti alla bellezza, alla speranza…alla povertà.

Siamo state per una settimana ospiti dalle suore della Misericordia di Verona, che svolgono una missione a Kintinku, un piccolo villaggio situato sulla via che collega Dodoma a Itigi.Un villaggio veramente povero e un po’ abbandonato a sé, in cui c’è molto bisogno di aiuto. Queste suore in parte italiane e in parte tanzaniane sono costantemente in contatto con Laura per aggiornarla sulle nuove necessità del villaggio e sull’andamento dei progetti stabiliti ad inizio anno. Le suore gestiscono un asilo e un dispensario nel villaggio, che rappresentato le due strutture più importanti e funzionanti del luogo. Io ho avuto il piacere di fare da assistente alla suora medico, durante le sue visite mediche quotidiane  nel dispensario del villaggio. Poter interagire con dei pazienti,ma soprattutto con delle persone, così calorose, così speranzose ma anche così enormemente in difficoltà è stata un’esperienza formativa incredibile. Certi sguardi,certe storie e certi sorrisi ti rimangono dentro perché troppo sinceri, troppo veri per noi,che spesso viviamo nell’ipocrisia e in una realtà fittizia e artificiosa. In Africa tutto è possibile; si possono fare 20 km a piedi per farsi fare una puntura, si può vendere la frutta per strada sotto il sole cuocente di mezzogiorno senza avere un riparo sopra la testa, si possono vendere galline attraverso il finestrino di un autobus, si può perdere tempo senza sentirsi per questo nullafacenti o senza dover dare mille giustificazioni a noi stessi, ci si può aiutare e stimare incondizionatamente, senza dover per forza pretendere qualcosa in cambio. In Africa c’è spazio per tutti. È stato emozionante anche condividere questa esperienza con delle suore missionarie,che sono persone incredibili, che danno tutta la loro vita per questo popolo senza chiedere nulla in cambio, donano solo amore incondizionato e devo dire che il popolo del villaggio apprezza molto il loro aiuto. Sono state delle guide spirituali incredibili, la loro forza ed il loro coraggio ci hanno accompagnato e sostenuto per tutto il viaggio. Durante la permanenza a Kintinku le suore ci hanno fatto visitare il loro asilo che accoglie circa cento bambini ,che rappresenta un posto sicuro per loro, uno spazio di condivisione e gli assicura anche un pasto abbondante ogni giorno. I bambini sono il cuore dell’Africa, hanno una gioia di vivere invidiabile,nonostante non abbiano nulla per cui essere gioiosi nella maggior parte dei casi, ma è proprio l’approccio alla vita che è diverso e più propositivo. Sono bellissimi e ti danno tanto, anche solo continuando insistentemente a chiederti una caramella, come se fosse la cosa più invitante che si possa desiderare.

Come potete notare l’Africa mi è rimasta nel cuore. Non vedo l’ora di tornare in questa terra tanto accogliente quanto ostile, di rivivere quei sguardi così autentici da togliere il respiro e di rivedere quei paesaggi così immensi e caldi. È stata un’esperienza unica,  ringrazio i miei infaticabili compagni di viaggio Laura, Walter e Lucia, le suore della Misericordia di Verona, e tutti coloro che hanno la spinta per iniziative di questo genere, che scelgono di andare oltre le apparenze e di “sporcarsi le mani” con la realtà cruda e meravigliosa di questa terra immensa che è l’Africa.